Gennaio, primo rapido giro di Conference
25/01/2010 - Massimiliano Zanotti
Stanley Robinson, UConn
Big East
#4Villanova è al momento in testa (18-1, 7-0) ma ha avuto un calendario non difficile con vittorie di livello solo a Louisville e contro #12Georgetown; i Wildcats mantengono la loro ampia rotazione ma a parte Scottie Reynolds e Antonio Pena dispongono di poco talento, carenza che si farà sentire nelle prossime partite.
#5Syracuse (19-1, 6-1) sta proseguendo la sua cavalcata che l’ha già portata ad espugnare #11West Virginia e Notre Dame anche grazie a Wesley Johnson (17,3 ppg, 9,1 rpg, 2,2 apg), al momento uno dei più seri candidati per la seconda scelta assoluta.
I ragazzi di UConn (15-3, 6-2) potevano essere travolti dai problemi di salute che hanno portato coach Calhoun a prendersi un periodo di riposo ma prima nella vittoria con St.John’s e poi in quella contro #1Texas hanno dimostrato carattere e capacità. In queste due partite Jerome Dyson ha segnato 53 punti, Kemba Walker ne ha fatti 36 con 16 assist mentre Stanley Robinson a 21 rimbalzi ha aggiunto 35 punti tra i quali spicca una schiacciata contro i Longhorns nella quale ha mostrato agli scout NBA tutta la sua forza atletica.
Nonostante il record deficitario bisogna tenere d’occhio Marquette (11-8, 2-5) perchè è vero che ha perso 5 partite di Conference, ma con uno scarto complessivo di 11 punti.
Big XII
Dietro le due corazzate che fin’ora si erano divise la testa del ranking si trova un nutrito gruppo di buone squadre.
Dopo la sconfitta a Lawrence contro #10Kansas State era probabile che #1Texas (17-2, 3-1) lunedì avrebbe dovuto passare lo scettro a Kentucky ma la debacle con UConn la porterà a perdere da cinque a sette posizioni nel ranking. Questa seconda sconfitta è stata pesante non solo per il -14 o per il fatto che nel secondo tempo ha concesso 54 punti, ma soprattutto perché Damion James, Dexter Pittman e Avery Bradley non hanno mostrato la minima capacità di reazione dopo il parziale da 13 a 0 che ha spezzato la partita a metà ripresa.
#3Kansas (18-1, 4-0) si è giocata molta credibilità nella sconfitta esterna con #8Tennessee, squadra buona ma sopravvalutata, anche se potrebbe recuperarne un po’ in questa settimana nella quale sarà impegnata in casa con Missouri e in trasferta a #10Kansas State.
Negli scontri di Conference si sta vedendo il reale valore di Texas Tech (14-5, 2-3) che, soprattutto grazie al calendario facilissimo, era partita 9-0 ma ha perso tutte e cinque le partite giocate con squadre tra le prime 80 della classifica RPI.
ACC
In testa alla classifica oltre alla solita #7Duke troviamo Wake Forest. Wake (14-4, 4-2) è una squadra il cui talento è concentrato in Al-Farouq Aminu, una alta prima scelta che sta viaggiando in doppia-doppia di media ed ha migliorato nettamente i già buoni numeri dello scorso anno. Fino a quando lui riuscirà a trascinarsi il resto della squadra i risultati verranno ma quando lui avrà un giro a vuoto saranno problemi.
I Blue Devils (16-3, 4-2) hanno riportato sabato la prima vittoria in trasferta della stagione in partite di Conference espugnando il non facile campo di #17Clemson ma il peggior avversario di coach-K con cui dovrà confrontarsi nel prosieguo della stagione è rappresentato dalla panchina corta. Jon Sheyer, Nolan Smith e Kyle Singler giocano 35’ di media e se anche nella citata partita contro i Tigers vinta 60-47 non hanno riposato nemmeno un minuto, vuol proprio dire che Krzyzewski non ha affatto fiducia nelle riserve.
Dietro loro troviamo raggruppate Maryland, Virginia e Florida State.
E’ evidente come in questa lista manchi #24North Carolina ma i Tar Heels hanno inanellato tre sconfitte consecutive, la prima con coach Roy Williams in panchina, e usciranno dal ranking. Cosa non funzioni a Chapel Hill è difficile da capire; il problema principale sta sicuramente nel backcourt dove guardie e ali perdono troppi palloni e tirano male da 3 punti ma di certo Deon Thompson, Ed Davis e Tyler Zeller potrebbero dare di più, soprattutto nella loro metà campo.
SEC
#2Kentucky (19-0, 4-0) oltre a essere l’ultima squadra imbattuta è quella col quintetto indubbiamente più talentuoso, e in stagione non è stata al #1 solo perché il suo calendario non era particolarmente impegnativo e perché si trova a giocare in una SEC forse sottovalutata.
Nella Eastern Division, sfruttando un calendario favorevole e l’ottima annata di A.J.Ogilvy che se ad inizio stagione sembrava destinato in Europa col tempo si sta guadagnando spazio al draft, Vanderbilt (14-3, 4-0) si gioca con #8Tennessee il ruolo di principale avversario dei Wildcats.
In settimana i Commodores, affrontando prima proprio i Volunteers e poi Kentucky, dimostreranno il loro reale valore.
La Western Division sembra una partita a due tra #23Mississippi State (15-4, 3-1) e #22Ole Miss (15-4, 3-2) con i Rebels che nonostante abbiano perso in casa la gara di andata con i Bulldogs, hanno sulla carta un calendario leggermente favorevole.
Big Ten
In una Conference dove fin’ora #6Michigan State ha spadroneggiato (17-3, 7-0), soffrendo solo nell’ultima partita in trasferta con Minnesota, ed ha preso 1½ di vantaggio sulla seconda, ci sono più notizie negative che positive.
#13Purdue (16-3, 4-3) che era arrivata imbattuta agli scontri di Conference, perde tre partite consecutive prima di riprendere il cammino vincente, Minnesota (12-7, 3-4) ha perso quattro delle ultime cinque partite compresa una contro la derelitta Indiana, Michigan (9-9, 3-4) non riesce a riprendersi da una lunga crisi e Northwestern (14-5, 3-4) sembra aver finito il periodo di grazia avuto dopo la catena di infortuni.
Può sembrare assurdo definire positiva la stagione di una Indiana con un record in pareggio (9-9, 3-3) ma guardando quello che le è successo negli ultimi anni non si può non essere d’accordo.
Tra i giocatori della Big Ten spicca Evan Turner di Ohio State (18,6 ppg, 9,8 rpg e 5,4 apg) che dimostra di aver superato il brutto infortunio del 5 Dicembre e meritare una alta prima scelta, ma anche Manny Harris di Michigan, perché se in una squadra mediocre è facile mettersi in mostra, più difficile è per farsi trovare nelle prime sei posizioni nelle classifiche per punti (19,2), rimbalzi (6,7), assist (4,3) e rubate (1,7).
Atlantic 10
#16Temple (17-3, 5-0), classica squadra operaia, guida la Conference grazie a due importanti vittorie a Rhode Island e contro Xavier ed è destinata ad andare dove vorranno i suoi tre giocatori cardine: Lavoy Allen, Ryan Brooks e Juan Fernandez.
I Musketeers (13-6, 5-1) hanno questo record nonostante il secondo calendario più duro della nazione che li ha visti solo una volta sconfitti per più di 10 punti (in trasferta a Kansas State). Tra le vittorie ce n’è una che ha un sapore particolare, soprattutto per i tifosi, quella nel Crosstown Shootout, ossia la stracittadina contro Cincinnati, ottenuta dopo 2OT.
La striscia iniziale di vittorie di Rhode Island (15-3, 3-2) non aveva illuso perché frutto di un altro calendario semplice e la squadra ha mostrato i suoi limiti nelle due importanti sconfitte con Temple e Xavier.
I tifosi di Charlotte (14-5, 4-1) non possono rimproverare nulla ai 49ers che sono stati battuti solo da squadre più forti di loro anche se perdere di 42 con Duke e di 33 con Old Dominion non è stato molto simpatico.
Un giocatore che sarebbe bello vedere in una squadra più forte è Damian Saunders, ala junior di Duquesne, che viaggia a 15,2 ppg, 12,7 rpg, 2,3 apg e 2,7 spg; purtroppo per lui il 51% dalla lunetta è inaccettabile a qualsiasi livello.
Mountain West
Dopo solo 5 partite #14BYU (19-1, 5-0) ne ha già prese 1½ di vantaggio su UNLV, battuta in casa, e su New Mexico che incontrerà in trasferta in settimana.
I Runnin’Rebels (15-4, 4-2) scontano una brutta sconfitta casalinga contro una decaduta Utah ma hanno la partita di ritorno con le altre due candidate al titolo in casa.
New Mexico (18-3, 4-2) è una squadra che coach Steve Alford ha preso nel pieno di una crisi di risultati e che deve cercare di riportare ai fasti di fine anni ’90; per ora sono arrivati due anni consecutivi al NIT, vediamo se in questa stagione riuscirà il salto di qualità.
La vittoria finale se la potranno giocare solo queste tre squadre con i Runnin’Rebels favoriti in proiezione Torneo di Conference dal fatto di ospitarlo in casa loro.
PAC10
Parlare della Conference più in crisi della nazione, dove a questo punto della stagione dietro California (13-6, 5-2) troviamo cinque squadre con lo stesso record e risultati mediocri, è difficile.
Non una vittoria prestigiosa, non un giocatore da draft, nessuna squadra nel ranking per la prima volta nella storia e probabilmente una sola squadra al Torneo NCAA, quella che vi accederà di diritto vincendo quello di Conference.
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