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Dal Turko a Carter, la Scelta dei Magic

15/07/2009 - Alessandro Mazza

Basket & Numeri Dal Turko a Carter, la Scelta dei Magic

Air Canada è pronto per volare anche sulla Florida

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Il meglio di Vince Carter

Uno dei movimenti più discussi di inizio mercato è stato sicuramente lo scambio che ha portato Vince Carter ad Orlando. L’arrivo della guardia-ala da North Carolina ha di fatto chiuso le porte alla conferma di Turkoglu, di per sé già molto difficile vista la volontà di cambiare aria manifestata dall’ex stella dell’Efes. Un vero e proprio cambiamento di rotta per la franchigia della Florida, che abbandona uno dei suoi principali leader per “scommettere” su Vinsanity, all’ultima grande chance di una carriera che avrebbe potuto regalargli maggiori soddisfazioni. L’operazione chiusa da Otis Smith ha dato il là a diverse discussioni, con addetti ai lavori, analisti e tifosi quasi equamente divisi nel giudicare la scelta del GM dei Magic. Proveremo anche noi ad analizzare il passaggio da Brother Hedo a Carter paragonando i numeri delle ultime due stagioni, le migliori di sempre per Turkoglu e certo non il top nella carriera di Vince.


2007-2008

Senza dubbio il career-year per Hedo, la stagione del definitivo salto di qualità. Turkoglu la chiude a 19.5 punti a partita, 5.7 rimbalzi, 5.0 assist, il 45.6% dal campo e il 40% da 3 punti. I numeri dicono anche di un Offensive Rating pari a 111, di una percentuale di assistenze che sfiora il 23% (22.9% per l’esattezza, record in carriera), di una eFG% pari al 52.4%, dato importante per un giocatore che prende oltre il 68% delle sue soluzioni offensive con tiri in sospensione. La squadra con lui va meglio (+7.7 il plus/minus misurato su ipotetici 100 possessi), il Player Efficiency Rating è il più alto in carriera (17.8). Poche storie, un All-Star. E Carter? Gioca una stagione lontano dai riflettori in una squadra che vince solo 34 partite. Vince comunque è autore di un’annata tutt’altro che negativa ma di cui si è parlato pochissimo: 21.5 punti di media, 6.0 rimbalzi, 5.1 assist, il 45.6% dal campo e il 36% circa da 3 punti. Livelli “turchi”, anzi superiori. Gli altri dati statistici confermano le prime impressioni avute e parlano di un passatore eccellente (25.6% di Assist Percentage), di un attaccante sopra la media (111 la sua Efficienza Offensiva, la stessa di Turkoglu), di un tiratore da 49.4% di percentuale reale che spesso abusa del suo tiro da fuori (67% del suo attacco, anche qui numero pressoché identico a quello di Hedo) dimenticandosi dei suoi clamorosi mezzi fisico-atletici. I Nets con lui in campo hanno un plus/minus pari a -2.0 su 100 possessi; peccato che con lui “off-the-court” New Jersey abbia un passivo di 15.3 punti sullo stesso numero di possessi. Determinante, persino in una stagione sotto il par.
Anche nelle cosiddette “clutch stats” i due giocatori sono molto simili: 38.2 punti, 4.9 assist e 8.4 rimbalzi di media con il 39.4% da 3 punti per Turkoglu in ipotetici 48 minuti di clutch time, 33.8 punti, 11.4 rimbalzi, 6.0 assist con il 40.1% dalla lunga per Carter. Meglio il turco come realizzatore ma nelle altre categorie è sopra Vince. Il tutto nel career-year di Turkoglu, ricordiamolo ancora una volta.


2008-2009

Nonostante per Hidayet sia l’anno della finale NBA, quello che lo porterà a sfidare Kobe, Phil Jackson e i Los Angeles Lakers per il titolo, i suoi numeri calano: 16.8 punti, 5.3 rimbalzi, 4.9 assist a partita con il 41.3% dal campo e il 35.6% da 3 punti (dato peggiore della carriera dai tempi della stagione da rookie). Cala offensivamente (107 di Offensive Rating), peggiore a rimbalzo (8.2% la percentuale di rimbalzi totali conquistati contro il 9% del 2007), scende la percentuale reale (eFG% al 47.8%) figlia di un gioco ancora più perimetrale (73% di soluzioni in jump shoot, troppo per un giocatore di 2,07m che potrebbe sfruttare meglio i miss-match). Come passatore siamo allo stesso livello del 2008 (22% abbondante di Assist Percentage) mentre cresce in difesa, dove registra un buon 104 di Defensive Rating (l’anno precedente era 107, comunque discreto). Con lui in campo la squadra ha un eccellente plus/minus di +10.3 su 100 possessi: è ancora un giocatore-chiave per i Magic, anche se in calo come cifre individuali. Vince Carter vive invece un’altra annata negativa, con i suoi Nets ancora a quota 34 W e fuori dai Playoffs. Eppure i suoi numeri sono tutt’altro che disprezzabili: 20.8 punti a partita, 5.1 rimbalzi, 4.7 assist, 43.7% dal campo ma anche 38.5% da 3 punti. Il Carter del 2009 è un attaccante leggermente migliore (112 di Efficienza Offensiva), un difensore in calo (112 il suo Difensive Rating), un passatore sopra la media ma leggermente sotto i suoi standard (23.7% la  percentuale di assist). La percentuale reale si mantiene sui livelli del 2008 (49.3%) nonostante utilizzi ancora di più il suo tiro in sospensione (che rappresenta il 75% del suo attacco, ancora una volta cifre molto simili a quelle di Turkoglu) e secondo il dato del PER è un giocatore sopra la media della Lega (19.8). Con lui in campo solito -2.1 di plus/minus per i Nets, che diventa -4.1 quando lui è seduto: il miglioramento di Devin Harris ha portato New Jersey a soffrire meno l’assenza di Vince.
Come per il 2008 confrontiamo anche le clutch stats dei due: i numeri di Carter sono importanti, con una produzione per 48 minuti di “crunch time” pari a 34.3 punti, 5.5 rimbalzi, 4.5 assist e il 50% tondo da 3 punti; per Turkoglu invece cifre nettamente più basse rispetto alla stagione precedente: 26.3 punti, 9.3 rimbalzi, 3.6 assist con il 20% dalla lunga distanza (sempre parametrando il tutto su 48 minuti). 

GIUDIZIO

Orlando perde sicuramente uno dei suoi giocatori simbolo, il regista “occulto”, la point-forward capace di valorizzare un playmaker atipico come Jameer Nelson. Eppure arriva al suo posto un giocatore complessivamente più forte, un campione che anche in annate di apparente calo ha saputo produrre una pallacanestro di assoluto livello, per cifre addirittura superiore a quella dei migliori anni della carriera di Turkoglu . I Magic acquistano un miglior realizzatore certo rigenerato da un contesto finalmente vincente, un passatore sottovalutato che non farà rimpiangere Hedo, un atleta più completo che a rimbalzo rafforzerà una squadra già molto competitiva (secondi della NBA per Difensive Rebound %). Soprattutto Orlando trova un sostituto forte al campione che parte, all’uomo-chiave del suo pacchetto esterni che in ogni caso sarebbe stato difficile trattenere, Carter o non Carter. Il General Manager dei Magic fu a lungo criticato per il contratto offerto a Lewis, senza dubbio pesante. Oggi tuttavia Rashard è uno dei segreti del successo di Orlando, forse l’ala più adatta a giocare vicino Dwight Howard. Con Carter un’altra scommessa, la mossa che nessuno si aspettava ma che potrebbe anche fare la differenza. E se Otis Smith avesse nuovamente ragione?

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Concordo con l'analisi tecnica. Tuttavia il confronto tra i 2 giocatori non deve far scordare la trade nella sua globalità. La perdita di lee è grave: giocatore sottovalutato, nel suo anno da rookie è andato alla grande. Nello scambio con NJ si è portato a casa Anderson, un giocatore giovane (1988) sottovalutato che potrebbe ricordare il turko: 207 cm x circa 110 kg, ottimo tiratore da 3 e sugli scarichi, pessimo difensore. Certo, Anderson deve fare progressi rapidi nella lettura del gioco ed intergrasi rapidamente con Lewis, forse la scommessa di Otis è proprio questa.

Inserito da Duralex - 16/07/2009 18:44

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