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Sweet 16 - Part I

24/03/2009 - Alessandro Mazza

Basket & Numeri Sweet 16 - Part I

Chalmers col tiro del pareggio nella scorsa Finale

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Chalmers buzzer beater

Cosa ci ha lasciato il torneo NCAA 2008? Il tiro di Chalmers, il talento di Rose, il ritorno al titolo di Kansas, l’ennesima delusione per l’ex “ringless” Roy Williams. Ci ricordiamo soprattutto della prima Final Four della storia disputata dalle quattro numero 1 dei Regionals, caso più unico che raro nel torneo delle sorprese, delle “cenerentole” che in più di un’occasione hanno fatto saltare il banco e con esso le certezze degli analisti di mezzo mondo. L’inizio del torneo 2009 sembra ripercorrere la falsa riga dell’ultimo campionato universitario: nessun memorabile upset, pronostici più o meno confermati, pochissime le teste di serie uscite di scena, quasi tutte a causa di avversari tutt’altro che abbordabili. Il lungo weekend che comincerà giovedì 26 ci dirà i nomi delle magnifiche quattro che parteciperanno al Grande Ballo di Detroit e la sensazione è che sarà una quattro giorni dominata dall’equilibrio proprio perché fino in fondo sono arrivate e stanno arrivando le migliori squadre d’America. Pittsburgh, North Carolina, Louisville, Connecticut. E ancora Oklahoma, Duke, Syracuse, Missouri. E se a spuntarla fosse a sorpresa (ma mica tanto) Memphis?

 Per voi numeri (e pronostici) delle Sweet 16 NCAA.  

EAST REGION

  

1 Pittsburgh VS. 4 Xavier 

 I Panthers arrivano alle Sweet 16 come la quarta squadra d’America secondo il comitato. I numeri in questo caso sembrano confermare il ranking nazionale e ci parlano della quinta compagine NCAA, del secondo miglior attacco universitario per efficienza offensiva (122.6, secondo e di pochissimo solo a quello di Carolina) ma anche della 35esima difesa della nazione (92.1 il Difensive Rating di Pittsburgh, solo Oklahoma e Arizona tra quelle ancora in corsa ha cifre peggiori sotto questo punto di vista). Contro di loro i Musketeers di Xavier University, giunti fin qui soprattutto grazie alla loro difesa (89.4 di Difensive Rating, 14esimi assoluti) e al tiro da 3 punti (40.1% da oltre l’arco, 12esima miglior prestazione di tutta l’NCAA). Il pronostico non è quindi dei più facili: i numeri difensivi dicono chiaramente che Xavier potrebbe avere le armi per fermare l’attacco dei Panthers, e la sospetta difesa di Pittsburgh sul tiro da 3 punti (117esimi d’America in questa graduatoria) potrebbe favorire i tiratori dei Musketeers. Tuttavia due dati ben precisi indicano prepotentemente il nome di Pittsburgh: i Panthers sono la migliore squadra d’America per percentuale di rimbalzo offensivo (42.3%) ma soprattutto è la gestione del pallone di Xavier a destare più di una perplessità. La squadra di Sean Miller è infatti la 243esima degli Stati Uniti per Turnover % (21.6) il che potrebbe pesare e non poco contro una squadra che perde pochi palloni (18.1% la percentuale di palle perse in relazione ai possessi). Pittsburgh dunque, anche se con qualche difficoltà.  

2 Duke VS. 3 Villanova

 Decisamente una sfida interessante. Di fronte abbiamo quella che i numeri definiscono come l’ottava squadra della nazione (Duke) contro la ventesima (Villanova). Favoriti, almeno sulla carta, i ragazzi di coach K, protagonisti di una stagione eccellente non soltanto con il loro attacco (efficienza offensiva pari a 118.9, quarto attacco della NCAA) ma anche con la loro difesa, scesa di livello rispetto allo scorso anno ma cmq tra le prima venti d’America per Difensive Rating (90.9). Ad affrontarli una squadra dalle caratteristiche simili, molto forte in difesa (19esima assoluta con un Difensive Rating pari a 90.8) e più che discreta in attacco, con un’efficienza offensiva pari a 115.1 che ne fa il 22esimo attacco del College Basketball. La differenza tuttavia la dovrebbe fare proprio la produzione offensiva: le cosiddette “peripherals” delle due squadre sono molto simili, con diversi indicatori statistici che fanno segnare numeri pressoché identici. Da segnalare probabilmente la TOV % cui Duke costringe gli avversari: i Blue Devils forzano l’attacco avversario a perdere quasi 24 palloni ogni 100 possessi offensivi e questo potrebbe fare la differenza considerando che offensivamente Henderson e compagni sono tra i migliori della NCAA per percentuale di palloni persi (17.4%). Andiamo con Duke quindi; anche in questo caso comunque con uno scarto ridotto e un match presumibilmente tiratissimo.  

 

MIDWEST REGION

 1 Louisville VS. 12 Arizona 

Arizona è probabilmente l’unica, vera sorpresa di questo torneo. I Wildcats hanno sfruttato alla grande il buco nel tabellone creatosi dopo la clamorosa uscita di Wake Forest, vincendo prima contro Utah e successivamente contro i ragazzi di Cleveland State, giustizieri dei Demon Deacons. Gli uomini di coach (ad interim) Pennell arrivano dunque alla sfida contro Louisville senza nulla da perdere e forti dell’ottavo attacco della nazione (118.3 l’Offensive Rating). A rendere le cose problematiche tuttavia c’è la difesa di Arizona, nettamente la peggiore tra quelle ancora in tabellone (122esima della NCAA con un’efficienza difensiva pari a 98.5) e senza dubbio perforabile anche dal non eccezionale attacco dei Cardinals (41esimo della nazione con Offensive Rating di 112.0). La vera differenza comunque dovrebbe farla la difesa degli uomini di Pitino, seconda nel College Basket 2009 con un’efficienza difensiva di 83.7. Un eccellente attacco contro una grandissima difesa: a spuntarla dovrebbero proprio essere quelli di Louisville (a proposito, quarta squadra della NCAA secondo i numeri) e soltanto una serata “spaziale” nel tiro da 3 punti (Arizona è 19esima assoluta per percentuale da oltre l’arco con il 39.4% di squadra) potrebbe portare a quello che sarebbe un vero e proprio upset. Louisville dunque. Con meno difficoltà di quello che si possa pensare.  

 

2 Michigan State VS. 3 Kansas

 Ecco uno caso in cui i numeri ci dicono che le teste di serie andrebbero invertite. Secondo le statistiche infatti Kansas è la nona squadra di tutta la NCAA, buona tutto sommato come produzione offensiva (24esima per Offensive Rating con 114.1) e addirittura eccellente sull’altro lato del campo, con un’efficienza difensiva pari a 88.1 che ne fa l’ottava difesa d’America. Dall’altra parte quella che dovrebbe essere la quindicesima squadra del College Basket, anche in questo caso discreta a livello offensivo (29esima della NCAA con Offensive Rating di 113.3) e assolutamente sopra le media per quel che riguarda la sua metà campo (12esima nella graduatoria dell’efficienza difensiva con il suo 89.1, dato molto simile a quello di Kansas). La sfida resta equilibratissima e fare la differenza potrebbero essere le percentuali al tiro: Kansas tira meglio da 2, da 3 e dalla lunetta e rispetto agli Spartans è anche più solida se si parla di percentuale reale concessa agli avversari (concede soltanto il 44% di eFG%). Inutile dire che all’interno di un singolo incontro possa accadere di tutto e che probabilmente il lancio della monetina sarebbe il modo migliore, anche statisticamente parlando (abbiamo il 50% di possibilità!), per pronosticare una favorita.Il dollaro comunque lo mettiamo sui campioni in carica dei Jayhawks, se non altro perché chi tira bene i liberi in sfide come questa parte leggermente avvantaggiato.  

 

LE DELUSE DELL’EST E DEL MIDWEST

 Come detto è stato fin ad ora il torneo delle poche sorprese, degli upset mancati, delle grandi favorite che si sono confermate nell’inizio di questa post-season universitaria. Tuttavia qualche delusa (grande) c’è anche quest’anno ed è francamente difficile non mettere in cima al nostro elenco Wake Forest, uscita praticamente subito contro la non proprio irresistibile Cleveland State. Cosa paga Wake? Probabilmente una difesa che ha mostrato il suo lato peggiore, concedendo 84 punti a Cleveland State e che non ha permesso ai Demon Deacons di vincere una partita in cui hanno tirato meglio dal campo, ai liberi e catturato un maggior numero di rimbalzi. Nella stessa parte di tabellone esce di scena anche West Virginia, squadra solidissima stando ai numeri (per qualcuno la decima della NCAA se si considera la durezza della Big East e degli avversari affrontati durante la stagione regolare) ma cadura malamente sotto i colpi di Dayton. A tradire i Mountaineers semplicemente le percentuali di tiro: difficile vincere una partita in cui chiudi con meno del 37% totale dal campo, il 25% da 3 punti combinando per soli 60 punti. It’s all about making shots. Chiudiamo con la vera delusa dell’East Region, quella Florida State capace di battere North Carolina nelle semifinale del torneo della ACC. In questo caso il problema è stata la difesa di State, 11esima della nazione per efficienza difensiva (88.9) e incapace di mettere la giusta pressione sull’attacco di Wisconsin (tutt’altro che mediocre per altro, 37esimo della NCAA)  che in una partita equilibratissima (finita al supplementare) ha tirato in maniera eccellente nella grande rimonta del secondo tempo.  (1-continua)

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