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Bargnani 2009: possibile svolta

01/12/2008 - Alessandro Mazza

Basket & Numeri Bargnani 2009: possibile svolta

Andrea Bargnani, una stagione in progresso (CIAMILLO-CASTORIA)

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NBA 12/11: Reverse dunk di Bargnani

Al termine del primo mese di Regular Season il mondo dei fans NBA si interroga sulle solite, grandi questioni: chi vincerà il titolo, chi sarà l’MVP, questo o quello sono pronti al salto di qualità, quali squadre rimarranno fuori dai Playoffs. Un film già visto in pratica. Per gli appassionati italiani, in parte, la musica cambia, con uno sguardo ai “nostri” ragazzi che di fatto non manca mai. Come sta il povero Gallinari? Quando daranno spazio a Belinelli? Come ha giocato questa notte Bargnani? E proprio a causa degli infortuni del Gallo e dei pochissimi minuti a disposizione dell’ex Fortitudo in maglia Golden State, in questo inizio di stagione è stato proprio Bargnani a concentrare su di sé e sulle sue prestazioni le attenzioni delle migliaia di tifosi sparse per l’Italia.

 

 

IL BIVIO

All’inizio della terza stagione in maglia Raptors, Andrea era di fronte ad un vero e proprio bivio: dopo l’ultimo deludente campionato, soltanto una netta inversione di tendenza avrebbe potuto cambiare la sua carriera NBA, che in molti avevano previsto da All-Star e che invece dopo i primi due anni (non esattamente indimenticabili) era stata dipinta per Bargnani come quella di un qualsiasi specialista. Non proprio il massimo per una prima chiamata assoluta. E bisogna dire che almeno dal punto di vista dell’atteggiamento, della voglia, del tentativo di migliorare e di lavorare sulle sue più grandi lacune a livello tecnico, il Mago sembra aver imboccato la strada giusta. In questo inizio di campionato abbiamo visto un Bargnani più cattivo a rimbalzo, più duro in difesa, più coinvolto in quelle piccole cose che sembravano il suo tallone d’Achille nelle giornate in cui il tiro non entrava. Tutti, chi più chi meno, abbiamo avuto la stessa impressione. Ma queste sensazioni sono confermate dai fatti? Analizziamo i suoi numeri in quello che rappresenta un campione statistico molto limitato ovvero le poche gare di Regular Season disputate sino ad oggi (16 per l’esattezza). I dati da noi riportati verranno confrontati con quelli del 2007-2008, essendo la stagione da rookie di Andrea, alla prima vera esperienza con un nuovo mondo e una nuova pallacanestro, difficilmente comparabile a quello che sarà il resto della sua carriera.

 

 

IL NUOVO MAGO

Il primo dato che ci lascia assolutamente sorpresi è quello del minutaggio. Si diceva che Bargnani potesse rendere al meglio in questa stagione perché avrebbe giocato meno minuti nella posizione di pivot grazie all’arrivo estivo di Jermaine O’Neal. In realtà notiamo come Andrea stia sì giocando mediamente di più nella posizione di Ala Forte (la sua preferita) ma come la differenza statistica rispetto allo scorso anno sia pressoché irrilevante: nel 2007-2008 giocò infatti il 37% dei minuti disponibili nello spot di Power Forward, una percentuale che salirà molto poco in questa stagione fino all’attuale 41%. Il minutaggio di Bargnani dunque, salito da 23.9 a 28.2 minuti di media, non è legato a un maggior spazio trovato dal romano nella sua posizione preferita, né ad un nuovo impiego nella posizione di centro. Il Mago gioca di più perché ha disputato il 13% dei minuti totali disponibili nel ruolo di Ala Piccola, posizione in cui si sono aperti interessanti spazi ai Raptors dopo la partenza di Carlos Delfino e il calo di rendimento di Jamario Moon.

Proseguiamo con un’analisi sul plus/minus di Andrea, sostanzialmente la differenza numerica tra punti segnati e punti subiti dalla squadra di un determinato giocatore quando questi è sul terreno di gioco. Si tratta di un dato tutt’altro che trascurabile, come testimoniano i giocatori in testa a queste classifiche. Tanto per fare due nomi: Lebron James e Kevin Garnett. Ebbene, rispetto alla scorsa stagione, registriamo un peggioramento: i Toronto Raptors di quest’anno con Bargnani in campo per ipotetici 48 minuti segnerebbero infatti meno di 100 punti a serata (99.8) subendone 101.7; il tutto darebbe un +/- su un’intera partita pari a -1.9, non certo esaltante. Nettamente migliore il dato della scorsa stagione quando Andrea chiuse con un plus/minus pari a +3.1.

 

Cosa significa questo dato? Di certo il peggioramento è evidente (5 punti rispetto al 2007-2008) ma criticare esclusivamente il Mago per questo dato sarebbe un grave errore. Parliamo infatti di un campione statistico come detto limitato (solo 16 gare) e soprattutto di due squadre chiaramente diverse: i Toronto Raptors ad oggi hanno dei problemi, una squadra da 50% di vittorie (8-8, lo scorso anno chiusero 41-41) ma che mediamente segna meno punti e subisce di più rispetto all’ultimo campionato. Evidente che il dato riguardi più Toronto che le singole prestazioni dell’ex Benetton. Le stesse considerazioni possono essere fatte sui punti che i Raptors produrrebbero per ipotetici 100 possessi con Andrea dentro o fuori dal campo.

 

 

LE PERCENTUALI

Uno degli aspetti che maggiormente ha fatto discutere negli ultimi anni sono state le scelte di tiro di Bargnani. Si diceva che un ragazzo con quel fisico (circa 2.13m per 115 Kg) dovesse migliorare il suo gioco spalle a canestro, decisivo per l’evoluzione di un giocatore sostanzialmente monodimensionale nella metà campo offensiva. Cosa ci dicono i numeri? Ci dicono che nonostante tutto Bargnani resta un Jump Shooter, un’ Ala Forte perimetrale troppo legata al suo tiro in sospensione.

 

Così rispetto al 2007-2008 la sua scelta di tiro risulta praticamente ivariata: il 78% delle sue conclusioni sono piazzati o tiri in sospensione (lo scorso anno la percentuale era pressoché identica, 79%) e quindi soltanto il 22% delle sue soluzioni offensive (nel 2007-2008 il 21%) si chiudono “inside”, vicino al ferro (siano queste entrate, lay-up, schiacciate o tap-in). In più tende a prendersi i tiri nei primi 15 secondi dell’azione (il 65% dei casi contro il 63% dello scorso anno) con il 35% (nell’ultima stagione il 37%) delle sue conclusioni nel cosiddetto “crunch time” (tra il 16esimo e il 24esimo secondo dei possessi offensivi dei Raptors). In sintesi: Andrea tira da dove, come e quando tirava lo scorso anno.

 

 

I MIGLIORAMENTI

Ed è qui che cominciamo (finalmente) a parlare dei suoi miglioramenti. Anche noi siamo iscritti al partito di quelli che vogliono vedere dal Mago più conclusioni vicino al ferro, più soluzioni che arrivano dal post basso; tuttavia i dati che adesso vi mostreremo sono un bel punto di partenza. Ad oggi Bargnani è un giocatore che prende gli stessi tiri dello scorso anno (9.3 di media contro 9.5), ma segnandone quasi uno in più a serata (4.5 contro 3.6). Tutto questo non ha fatto che migliorare la sua percentuale dal campo (46% rispetto al modesto 39% dello scorso anno) e soprattutto la sua percentuale reale (quella che valuta in maniera differente un tiro da 3 punti rispetto a una conclusione presa all’interno dell’arco), particolarmente importante per un tiratore come Andrea: qui è salito dal 45% a circa il 54%, grazie soprattutto al miglioramento nel tiro da 3 (43% vs 35%).

 

Chiudiamo con il lato forse più interessante di questo inizio anno: rimbalzi e stoppate. Non parleremo di difesa in senso stretto (migliorata per altro), alla quale dedicheremo nei prossimi mesi un maggiore spazio che coinvolgerà tutta le Lega, non solo le prestazioni del nostro Bargnani. In questo caso notiamo che le impressioni di inizio stagione sono confermate dai numeri: il Mago prende più rimbalzi di media in questo inizio (5.3 rispetto a 3.7), cattura il 15.1 % dei rimbalzi difensivi disponibili (lo scorso anno il 13.9%) , il 3.6% di quelli possibili in attacco (2.9% nel 2007-2008). Ma quello che lascia maggiormente sperare è il dato dei Raptors: una pessima squadra a rimbalzo come Toronto (26esima su 30 nella NBA) prende l’1.5% in più dei rimbalzi totali con Andrea in campo; lo scorso anno la squadra di Coach Mithcell a rimbalzo andava meglio con Bargnani “off court”. Infine le stoppate: siamo già a 27 contro le solo 37 dello scorso anno (pochissime per uno con quei centimetri, quelle braccia e quel tempismo) ma soprattutto siamo saliti in tutti i dati che contano rispetto alla scorsa stagione. Blk % (percentuali di tiri dell’avversario stoppati da un giocatore) = 3.4%; Blk/Foul (stoppate rispetto ai falli commessi nel tentativo di bloccare il tiro avversario) = 1.5; Blk/48 (stoppate per 48 minuti di impiego) = 2.9. Si anche qui Bargnani è decisamente in crescita.

 

Ancora una volta: sono dati del tutto parziali, riferiti a 16 partite di campionato. Ma rispetto alle prime 16 gare dell’ultimo Bargnani il miglioramento è esponenziale. Deve essere un punto di partenza, perché c’è davvero moltissimo da migliorare (soprattutto nelle soluzioni offensive) . L’inizio comunque è davvero incoraggiante.

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Credo che in molte analisi che vengono fatte sull'impatto (passato ed attuale) di Bargnani nel mondo NBA ci sia un problema di fondo, ovvero il fatto di essere stato prima scelta assoluta. Quando sento definire deludente la prima stagione NBA di Andrea io non sono assolutamente daccordo: una stagione chiusa in doppia cifra per punti segnati con alcune prestazioni offensive di eccellente livello e la segnalazione ripetuta di rookie della settimana e/o del mese ad est (e posizione finale di 2° nella classifica dei rookie) rappresentano secondo me una buonissima stagione. Certo se il metro di paragone sono le stagioni da rookie di LeBron non c'è partita, ma bisogna tener conto secondo me anche delle difficoltà ambientali per un Europeo (in particolare italiano) in una squadra allenata da un allenatore bravo ma comunque di chiara estrazione americana (mai la squadra in mano ad un rookie europeo!!!!).

Inserito da Federico - 04/12/2008 17:40

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